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Collezioni — Donna / Accessori

Primavera / Estate — 1983

Cartella Stampa

Collezione Prêt-à-porter

“Se penso a una donna per la mia collezione, ha l’aspetto, il sorriso, gli abbandoni di Ava Gardner in “Mocambo”. Occhio di velluto e sopracciglia di china, capelli tempestosi e orecchini di smeraldo. Immagino una personalità, insomma, oltre a un volto preciso. Un’allure volitiva, energica, una voce profonda, appena di gola. Perché ho scelto linee diritte, colori elementari, temi classici; un rigore assoluto per soddisfare caratteri colto complicati. Penso anche a un ambiente, a un paesaggio tropicale, Messico forse, o Haiti. E’ un sentimento, una somma di impressioni. Odori, spezie, il cacao e il rum, un caldo che sale dalla punta delle dita e fa imperlare la fronte un camiciotto da campesino, un frutto maturo spaccato a metà. Tabacco e un panama per ombreggiare il viso. Il più maschile dei carrelli sopra una bocca scura di rossetto.”

(appunti tratti da una conversazione di Gianfranco Ferré del 25/9/’82)

“… La difficile bellezza delle linee semplici”.

Gabriele D’Annunzio

Eliminate le pinces. Eliminata la fodera. Eliminati i bottoni. Resta una forma continua, una struttura morbida, che prende volume dalle spalle, con enormi e leggere maniche chauve-souris. Le camicie sono realizzate in un pezzo solo, una cucitura sul lato, un drappeggio sul davanti. Oppure due lembi di pieghe fittissime da incrociare e da serrare con una cintura di cuoio. Oppure una cascata di charmeuse di seta, che si ripiega estenuata come una sciarpa. Caban morbidi, sciolti, in gabardine secco: perfettamente doppi, l’uno sull’altro, per sostituire fodere e rinforzi. Spolverini con paravento in tessuto e la tasca orizzontale che diventa marsupio. Giacche di panno con l’interno simile a un gilet. Basta lo slancio del passo perché ondeggi, si muova, vortichi intorno al corpo.

“… Il lusso è un godimento dello spirito”.

Oscar Wilde

Seta cruda, charmeuse di seta, raso pesante di seta, shantung di seta: per doppiare il davanti di una giacca di grisaglia; per il vestito stampato a foglie di tabacco giganti, con maniche esagerate che nascono dal fianco sottile; per l’abito-camicia che si appoggia mollemente in vita; per il tuxedo, con o senza maniche dal panneggio asimmetrico; per i pantaloni da Smoking, un mazzo di pieghe stirate invece della banda lucida laterale. Pelle scamosciata, vellutata, morbida: per la tuta da farmer larga e diritta; per il blouson abbondante appoggiato sui fianchi; per i maillot scollatissimi; per la gonna-straccio con la cintura regolabile tipo stuoia.

“Due donne stavano prona davanti a grandi vasi di terracotta, sotto ai quali, in un buco del terreno, ardeva un fuoco lento. E una prese una manciata di fiori secchi, d’un colore giallo bruno e li getto nell’acqua. E osservò i fiori salire a galla e girare piano piano nell’acqua che bolliva. Allora ci versò sopra una polverina bianca”.

D. H. Lawrence

Colori primitivi, naturali, di terre arse e asciutte: marrone semi di cacao, marrone tostato, bianco, bianco latte scremato, bruno da canna da zucchero, nero. Tonalità di bacche e frutti: mirtillo, succo di mora, verde foglia. Sempre tagliate da tonalità scure, intense, quasi notturne.

Hair style “STUDIO COPPOLA”

Make up “The Professional” OLGA TSCHECHOWA a cura di MAKE UP STUDIO

Foto BOB KRIEGER