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Collezioni — Donna / Prêt-à-Porter

Autunno / Inverno — 2007

Cartella Stampa

“Ho immaginato di compiere una sorta di  percorso, o meglio, una “promenade” che prende avvio da un’intenzione di androginia per evolversi e trasformarsi sino a divenire una dichiarazione di rispetto e di passione incondizionata per la femminilità. Punteggiata da una impronta di  scioltezza e libertà, ma anche da sorprese e slanci alchemici, ho fatto della nuova collezione una sorta di esplorazione della “mia” femminilità, in egual misura immediata e sofisticata, severa e misurata, senza per questo rinunciare all’incanto, in particolare quando il ritmo incalzante del giorno cede il passo al languore della sera…

 Ho giocato di rimando, focalizzando l’attenzione sui particolari, osando le contraddizioni, per giungere all’equilibrio dell’eleganza vera e pertanto mai banale. Le giacche, per esempio, sono destrutturate, ma allo stesso tempo piccole e ravvicinate al corpo, mentre gli abiti e i trench si concedono ampiezze che vengono rimborsate con effetti decisamente enfatici. L’aplomb dei soprabiti è assicurato dall’accortezza dei tagli strutturali - soltanto tre  nel cappotto bianco - che riducono al minimo la necessità di cuciture. Le gonne, configurate a trapezio, appaiono voluminose, quasi a sottolineare con l’importanza delle forme un ragionato crescendo di femminilità…

 Ho voluto che le gambe guizzassero veloci - svettando sui tacchi alti e solidi delle calzature in suede - pur restando immancabilmente coperte e protette da calze ben spesse. All’opposto, le braccia sono libere, scoperte, in piena evidenza. Per riscaldarle, le maniche non sono sufficienti, poiché, se non mancano del tutto, restano comunque corte. Così, i guanti risultano indispensabili, onnipresenti e irrinunciabili. Salgono sinuosi ben oltre il gomito, sostituendo a tutti gli effetti le maniche stesse e diventando ben più di un accessorio. Non meno importanti - per combattere il freddo ma anche per disegnare la silhouette - sono le stole ad anello, in seta imbottita e trapunta, che si avvolgono al collo, scivolando però sino ad accarezzare le spalle, con naturalezza ma anche con un pizzico di malizia…

 Ho declinato la materia applicando tutta la mia propensione per l’alchimia, per il prodigio, per l’illusione voluta che avvicina - e quasi confonde - la realtà al sogno. La seta, pressoché priva di peso, è increspata fitta sino a sembrare la carta delle lanterne cinesi. Il cachemire albino convive mirabilmente con il cotone nel trench bordato a mano. La pelle, esattamente come il metallo delle piccole borse da sera, rivela una superficie armoniosamente mossa ed una profondità inusitata, perché è intagliata a laser e sovrapposta a triplo strato. Il pregio estremo del pekan - utilizzato solo per bordi e dettagli - si percepisce ancora di più…

 Ho scelto che la partitura cromatica fosse tanto calibrata quanto capace di stupire, tanto pacata quanto vibrante. Così, ho spaziato dal  nero alle nuance del cammello albino, dall’immancabile rosso alle sfumature indefinite del muschio, sino al lilla più chiaro e delicato. Ho anche rinnovato e ritrovato un mio amore di sempre, quello per il bagliore dei metalli - dell’oro e dell’argento, del peltro e del titanio - che fa risplendere un po’ tutto, quasi ogni materia, dal denim al broccato, dalla nappa alla seta…

 Ho applicato agli abiti da sera le norme di una severità aggraziata e donante, contrapponendo la lucentezza dei ricami, delle incrostazioni e delle placcature a linee e volumi armoniosamente semplici, appena arrotondati, movimentati dalle pieghe che cadono ieratiche….

 Ed infine mi sono lasciato sedurre e ammaliare dal sogno assoluto, dall’impossibile che diventa possibile, dalla bellezza allo stato puro. Inventando un top tempestato da un’infinità di diamanti. Autentici. Essenziale, quasi minimale nella forma, è abbinato al pantalone da smoking affusolato e alla cappa di seta che non lo cela affatto, ma, al contrario, lo esalta. E’ sublime ed abbagliante come un miraggio. Interpretato, in passerella, da una donna dal fascino singolare, fatto di forza e di dolcezza, di energia e sensualità, dosate mirabilmente in una personalità e in un appeal che non possono non conquistare…”

Gianfranco Ferré