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Collezioni — Donna / Prêt-à-Porter

Primavera / Estate — 2005

Cartella Stampa

“Se dovessi riassumere lo spirito della mia nuova collezione in una sola frase, direi che nulla appare costruito eppure tutto è studiato, per regalare leggerezza e un glamour moderno alla figura, anche quando si tratta di capi dichiaratamente sport. Senza rinunciare alla magia, all’emozione, all’appeal…

 Per rendere ogni cosa elastica e ben disegnata sul corpo, ho usato il jersey come strumento primo e assoluto. Una necessità, quasi un’ossessione. L’ho voluto in tutte le sue varianti e carature, in tutte le possibilità di abbinamento e interpretazioni. Accostato con naturalezza al satin nel blazer e allo chiffon nel “marcel” a uomo. Rivestito di rete nera per alludere al micro-motivo a occhio di pernice nel pantalone e  all’effetto tweed nella giacca impeccabile, che ha le spalle segnate, un accenno di baschina e le finiture sfrangiate in tweed autentico di seta. Traforato con la tecnica dell’alta frequenza per trasformarsi in neo-pizzo macramé nella gonna corta al ginocchio, allargata in un godet a ventaglio che ondeggia al passo. Nei blouson ho combinato nylon, jersey e pelle di canguro, in un rimando di morbidezza e duttilità che quasi impedisce di distinguere un materiale dall’altro. Mentre i lembi forati a rete, a trama larga o più fitta, si giuntano a patchwork nelle camicie dal singolare effetto sportivo-romantico…

 Per raccontare questa femminilità che attrae per la sua levità, ho scelto un andamento cromatico pacato, in cui è determinante la presenza del nero e più ancora dei toni morbidi della polvere di cacao, di guarana, di manioca, o delle sfumature appena un po’ più calde della terra. Ma ho lasciato anche che esplodesse il colore, per evocare un incanto prezioso e fiabesco. La giacca in serpente-corallo riluce di tinte squillanti mischiate ad Arlecchino. Negli abiti da sera vibra il fascino selvaggio delle stampe animal. Sullo chiffon, sul tulle e ancora sul jersey le sfumature dei manti felini si sommano a ricami abbaglianti, a incrostazioni alchemiche che disegnano foglie esotiche, fiori Liberty, gigli, velati e per questo ancor più ammalianti…

 Anche la silhouette si muove e acquista enfasi. Strati tripli, quadrupli di tulle plissettato si increspano verso l’alto e trasformano l’abito nell’ombra, opulenta ma inconsistente, di un animale della foresta. Il fourreau sinuoso a motivi wild si allarga a campana verso il fondo, quasi smisurato, aereo, fatto apposta per fluttuare e sedurre.

 Come l’abito in satin nero incrostato di pizzo, con la vita alta fin sotto il seno e le balze profilate da ricami luccicanti che scendono senza staccarsi dal corpo, da portare sotto il giacchino in duchesse color naturale, che restituisce all’insieme una certa austerità. Ancora più maliziosa, unica, incredibile è la versione in cui il tulle ricamato si sovrappone allo chiffon tigrato…

 Per ancorare a terra la figura, ho preferito calzature dalle forme evidenti, in materiali inusitati: pitone, canguro, zebra. Eccentricamente e persino imperiosamente importanti sono i sandali in pitone, con un accenno di zeppa a specchio, il tacco altissimo in corno, la fascia che avvolge la caviglia bloccata sotto la suola da un fermaglio argentato. E un po’ tutti gli accessori vogliono colpire e risaltare, ispirati anch’essi a un bestiario universale, da sogno: le cinture sottili sono zebrate, i pendenti a zanna di facocero, come i bottoni e gli alamari che chiudono il montgomery in faille…

 Come se lo splendore rigoglioso della foresta pluviale amazzonica, con la sua flora e la sua fauna, si confondesse nella fantasia con l’atmosfera appassionata e tentatrice di San Salvador de Bahia. Evocata dalle orchidee appuntate sugli abiti che si susseguono in passerella e soprattutto dal profumo inebriante che permea l’ambiente e conquista…”

Gianfranco Ferré