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Collezioni — Uomo / Accessori

Primavera / Estate — 1986

Cartella Stampa

“Ho pensato a una nuova scioltezza, a una souplesse che nasce da una cultura ben radicata, che restituisce il piacere di certi materiali, di certi accostamenti, che diventa gusto, scelta, comportamento. Ma tutto nel comfort, nella matrice di una educazione tradizionale…. Come tradizionale è il mio modo di pensare all’abbigliamento maschile, costruito con un senso del relax, una disinvoltura che è diventata ormai il lessico del mio lavoro. Se dovessi scegliere una parola, una frase che segna la collezione, direi: senza problemi. Senza problemi, il blu, che con lo stesso spirito diventa nero, o marrone fino al bordò, e si mescola al bianco. Senza problemi, il giubbotto, se è necessario. O la giacca, o il completo. Con una maturità di comportamento, una sicurezza che è il segno più preciso del gusto”.

(da una conversazione con Gianfranco Ferré del 2/7/85)

Nuovo relax. Con il jersey di lana e lino, o di lino e viscosa. Per giacche dove è rispettato ogni canone sartoriale, ma sciolte e destrutturate.

Nuovo rigore. Con un’immagine vagamente “uniforme”: argentina e pantaloni dello stesso colore e consistenza, a volte completate dalla giacca. La giacca che annulla il valore della camicia, con il collo all’impiedi, rigoroso. La camicia stretta, da portar fuori dai pantaloni, con tagli sbiechi che ridimensionano l’ampiezza. Il blu rinfrescato dalla tela Cina, i neutri, i coloniali.

Nuova fermezza. Con l’identica modellazione in materiali diversi: la maglia nido d’ape in cotone povero, la seta nobile a toni brillanti. Sempre la felpa, ma in lana e nel colore più tipico: il blu. Sempre i completi classici di grisaglia, lino, gessato a punta spillo: doppiopetto, camicia bianca e cravatta regimental, pois, rigata. Ma anche mimetica, quasi invisibile, ghiaccio su bianco.

Nuova praticità. Con l’impermeabile molto lungo, ma anche molto leggero in toni densi. Oppure al ginocchio, di solido canvas, o di tela doppiata e sostenuta, o di gabardine rigida. Con il giubbotto diritto, che non segna la vita e non fascia i fianchi. Con la camicia di taglio elementare, in drill smerigliato, seta, popeline. Ma anche con un certo spessore, una consistenza: in tela Cina, gabardine di lino, lavato perchè perda rigidità e diventi lucido. Oppure stampata: pois sopra pois, grafismi da cravatta, simboli ingigantiti.

Nuova disinvoltura. Con pantaloni “a righe cameriere” blu su rosso, il blazer blu e la camicia color pesca, da play-boy. (Ma il blazer blu si presta a sei combinazioni diverse). Con il fresco di lana formale abbinato alla t-shirt. Con le righe materasso mescolate alla pelle ultra light, cucita al vivo. Con le scarpe in pelle di cervo e la suola a più strati in pelle di bufalo. O le espadrillas di tela rossa e rosa. O con i mocassini dalla suola di gomma e la tomaia di pelle sfoderata, tipo pantofola.

Nuova formalità. Con le giacche-smoking in tela di seta o picché di cotone sulla polo bianca. Con il blazer di lino corposo, ma di struttura sciolta. Con i tocchi di rosa e di rosso sui pantaloni tradizionali.

Tessuti: Bocchese - Boggio Casero - Bonotto - Braghenti - Calvino - Carpini - Dondi Jersey - Ferla - Fila - Fintes - Helitex - Its Artea – Larusmiani - Lessona - Limonta - Loro Piana - Rivertex - Solbiati Sasil - Torello Viera

Filati: Filati Pucci - Filatura di Tollegno - Ricignolo

Foto: Bob Krieger

Gianfranco Ferré ringrazia la Banca Popolare di Milano che gentilmente ha acconsentito la presentazione della collezione nel suo palazzetto Corio Casati di Milano.