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Collezioni — Uomo / Prêt-à-Porter

Primavera / Estate — 1987

Cartella Stampa

“Ho voglia di spirito agonistico, di senso della sfida… agonismo come recupero di certe forme più vicine al corpo, certi rinforzi alle maniche, i sostegni tipici dello sport sulla schiena o dove si forzano i muscoli… sfida nel riproporre il grigio d’estate, il bianco, i colori netti degli stendardi. Ma sempre con una ricerca di nobiltà, un fondo di classicismo che per me significa tradizione. Dentro la quale, ormai, c’è una lunghezza d’onda, una metrica evidente di ciò che piace nella collezione: la cravatta a pois, o sgargiante, o principe di galles tinto in filo. La giacca blu - magari più corposa - il trench beige - magari in popeline di seta impermeabile - il gessato, il vestito di gabardine. Quello a cui non si può rinunciare, o che non si vuole dimenticare, o di cui si ha bisogno… ”

(da una conversazione con Gianfranco Ferré dell’ 1/7/86)

Di nuovo vigore. Giubbotti ridotti all’essenziale, di popeline rinforzato con la fodera: da infilare anche a camicia nei pantaloni. Pantaloni classici, ridimensionati nei volumi. Il braccio “corazzato” dello sportivo, con rinforzi di pelle.

Di nuovo comfort. Forme comode perché non abbondanti. Maniche accostate. Spalle decise ma ridotte: anche sette, otto centimetri meno. Tessuti che si moltiplicano: pelle su pelle, cotone su cotone, doppio tricot, da una parte seta dall’altra cotone garzato non ritorto. Capi doppiati in Bemberg da fodera, prelavato.

Di nuovo un codice. Il doppiopetto segnato a sei bottoni. Il bermuda e il pantalone lungo di piquet a nido d’ape bianco. La camicia con il colletto sostenuto dalle stecche, che si possono anche sfilare per ottenere una piega naturale. La cravatta grafica: a disegni in stile, ingigantiti o ridotti, su una seta che sembra raso. Le scarpe con la suola flessibile a tre strati di bufalo. I mocassini lussuosi di coccodrillo.

Di nuovo freschezza. Il blazer bianco di cotone per la sera, su camicie con il davanti realizzato nell’identico tessuto della giacca. Giacca da smoking di pelle sopra la polo di pelle. Giacca di popeline di seta come la camicia e i pantaloni in fresco di lana.

Di nuovo colore. I verdi e i rossi battaglieri, ispirati a un vecchio album fotografico dei giochi olimpici. I grigi, dal piombo al rondine. Il bianco. Una sfumatura ammaccata di nero.

Casistica aggiornata della tradizione Ferré. I tessuti aerati, ma questa volta ottenuti con il mohair, o con fibre a doppia, tripla frontura. La seta mista a lana e il fresco di lana. Lo shantung e il popeline di seta. Il tussah. Un effetto di pulizia ottenuto grazie alla calandratura dei lini, un procedimento che dà una specie di “mano” lucida e pastosa.

Tessuti: Bellora - Bocchese - Boggio Cesero – Bonotto - Braghenti - Calvino - Carpini - Dondi Jersey - Fintes - Hausammann e Moos - Its Artea - Larusmiani - Lessona - Limonta - Loro Piana - Mantero - Rivertex- Solbiati Sasil - Torello Viera

Filati: Buratti Seta – Filati Pucci – Filatura di Tollegno – Lineapiù – Ricignolo – Zegna Baruffa - Zignago

Foto: Bob Krieger

Gianfranco Ferré ringrazia Cesarini Sforza per lo spumante