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Collezioni — Uomo / Accessori

Autunno / Inverno — 1983

Cartella Stampa

Collezione Prêt-à-porter

“La tradizione… Può essere una parola vuota, senza alcun significato. Ripetuta per giustificare la monotonia senza coraggio. Si è tradizionali per negare il nuovo, non per rispetto dell’esistente. Ma quando si riesce a fondere questi due principi, il nuovo e il consolidato, la tradizione si nobilita, sia nella forma sia nello spirito. Per questo su canoni riconoscibili sono intervenuto con elementi di modernità: tasche in più, giacche che si ispirano al gilet, l’uso costante dello sfoderato. Ho cambiato i gesti, perché l’abito si esprime nel movimento. Ma ho mantenuto, fino in fondo, le regole evidenti dello schema, utilizzando anche il principe di Galles, anche il paltò con la martingala… Confermando alcuni principi di comportamento: mettersi il cappotto, infilarsi il vestito… Ricreando situazioni precise”.

Gianfranco Ferré

L’importanza degli interni. Il trench, doppiato di lana a spina di pesce, con tasca nascosta, oppure con tasche e paramonture di velluto. La giacca a vento perfettamente double, due capi in uno. Il blouson di camoscio morbidissimo doppiato in cashmere, per moltiplicare il calore e la leggerezza. La camicia di pelle consistente, doppiata di nylon, sopra la t-shirt. Il golf, in maglia a due fronture di tonalità diverse.

L’importanza delle tasche. Inserite nel taglio delle pinces, volanti all’interno, tagliate basse nelle camicie.

L’importanza del materiale. Riscoprire / ricostituire i tessuti old fashion: cover doppio (con interno scozzese) per giacche sfoderate e trench; feltro per caban raddoppiati in popeline; caledon trasformato in madras di tweed.

L’importanza, nuova, della camicia. Doppiata, sostenuta, rinforzata fino alla vita oppure per interno, con il carré dello stesso tessuto. Confort della vayella stampata a disegni cravatta e scozzesi; del velluto a coste sottili, della tela e del piqué grezzo. Nitore di righe a più dimensioni e del collo bianco e rigido, quasi un ricordo di inamidature.

L’importanza, riconosciuta, della cravatta. Jacquard, in grisaglie ultrafini e sovrastampate, di lana a toni neutri, con tracce di azzurro, di verde, di rubino. I colori del gusto inglese.

L’importanza, insistita, della vestibilità. Pantaloni con tasche sottolineate da inserti di pelle o con cinturini diagonali.

Spalle arrotondate per una maggiore comodità sul torace.

L’importanza della sera. Smoking, logicamente, anche nella versione dinner. La giacca stile Eton, in uno scozzese notturno, su pantaloni neri con il bordo laterale di raso. Il cappotto king size con il collo di satin opaco.

L’importanza, sommessa, del colore. Una somma di ricordi, di ambienti, di paesaggi fantastici. Riferimenti imprecisi, per suggerire luoghi dello spirito. Un senso di naturalezza. L’Irlanda, i verdi della brughiera, lo scuro del pietrisco, il chiarore dell’acqua. Il tema della pesca, il tema della roccia: sfumature da vita sportiva, i colori autentici delle lane, dei cotoni, del filo di lino. Né bianco né beige, ma grigio miele.

“Far spiccare è il gesto essenziale dell’arte classica. Il pittore fa spiccare, un tratto, un’ombra, all’occasione l’ingrandisce, l’inverte, ne fa un’opera”.

(Roland Barthes)