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Collezioni — Uomo / Accessori

Primavera / Estate — 1990

Cartella Stampa

Collezione Prêt-à-porter

Ritornano, nel mio lessico, concetti come tradizione, calma, rispetto di certi colori e certe fogge… Per un guardaroba canonico che vado ridefinendo attraverso i temi che più mi appartengono: la sartorialità e una forma di scioltezza che raggiunge la destrutturazione. Filtrate questa volta da un tocco che mi piace definire eccentrico e insieme moralista, da vita inglese nelle colonie. Come se avessi mescolato i film di Ivory, i romanzi di Forster, i libri di Kipling, i ricordi di tanta letteratura anglosassone. Ma con una punta di freddezza, di inevitabilità. Sull’onda di una frase di Vita Sackville-West: “Credo sia stato fin da quel ridicolo pranzo a Calcutta. Altrimenti non sarei andato a Fatihpur Sikhri…”

(appunti da una conversazione con Gianfranco Ferré del 27 Giugno 1989)

IL CONCETTO DI LINEA

Abiti sartoriali con proporzioni nette, specifiche. La vestibilità caratteristica del prêt-à-porter è arricchita da finiture in gran parte manuali. I capi sono double-face, come il giubbotto in lino e tulle a “zanzariera”. Si coglie un’intenzione voluta per le forme calibrate, con spalle rilassate.

L’AROMA DEI COLORI INTENSI

Vibrano sfumature dense in contrasto con toni naturali, in nuances ghiaccio. I marroni della terra sono associati al grigio. Il bianco e ancora il marrone sostituiscono il consueto bianco e nero. Il porpora ed il rosso rubino e il color rame ricordano quelli di tappeti e abiti di seta antichi. Il verde oliva è quello della tradizione militare. Non manca il blu navy, laddove è necessario.

L’IMMAGINAZIONE E IL NUOVO UTILIZZO DEI TESSUTI

La seta ha una lavorazione corposa, declinata in righe regimental nella giacca indossata con il bermuda rosso intenso. I crêpe iridescenti peso-piuma sono di ascendenza inglese. Il panama di seta è stampato. Infinite varietà di seta sono proposte a doppio strato. Per le maglie, lini, cotoni e sete vengono immersi in un bagno di soda, per creare un effetto insieme soft e lucente. Vince la presenza costante di textures lavorate in doppio e aerate.

LA REINTERPRETAZIONE DEI MATERIALI

L’iguana marrone a scaglie giganti costruisce il bomber. Il nabuk nero è lucidato. Le calzature a pantofola con le suole vulcanizzate, per consentire un passo elastico e leggero.